Il Mucchio

Cè un richiamo evidente alle auto italiane degli anni settanta nel nome di questi quattro ragazzi di Grosseto, Famose allestero, così come la nostra musica prog di quel periodo, spiegano nella loro biografia. E i territori in cui si muovono i GTV sono un sentito omaggio a quei suoni, esplorati sin dagli esordi del 2008, con un lungo curriculum di concerti e concorsi vissuti da protagonisti. Quello che mi commuove è constatare che sono stati scoperti da Samuele Santana dei Raven Sad, che ne ha colto le qualità e li ha segnalati alla sua etichetta, la Lizard: un gesto che, in un mondo di ego ed egoismo spropositato, in pochi avrebbero fatto. Dicevamo rock progressivo italiano, ma anche tracce (rare) di metal e jazz, ingredienti che funzionano e generano una miscela vitale, dove la tecnica non ha un ruolo invadente, dato che in primo piano ci sono sempre le canzoni, dalliniziale Anec retrorsum, fino a Sorgere sonora e ai passaggi melodici di Misera Venere, ripresa poi sul finire dellalbum. Ma le tracce che meglio identificano, a mio avviso, lo spessore dei GTV sono Lartista e La paura, canzoni fantasiose, ben interpretate e che modellano unipotesi di personalità, dimostrando che si può essere derivativi senza genuflettersi ai modelli del passato. Davvero una gran bella sorpresa questi Gran Turismo Veloce. Ed ora tutti fuori ad accendere i motori del nostro bolide.

 Gianni della Cioppa Il Mucchio